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7 anni dalla morte di Anna Politkovskaja

La redazione della Novaya Gazeta si trova in un palazzo di cemento, in cui si alternano il rosa e il nero, in un quartiere a due chilometri dal centro del potere russo, il Cremlino.

Fieramente indipendente sin da quando, nel 1993, Mikhail Gorbaciov contribuì a fondarla con i soldi del premio Nobel per la pace, oggi la Novaya Gazeta è una delle poche voci libere rimaste nel panorama dell’informazione russa. È vista, sia in patria che all’estero, come una seria fonte di giornalismo investigativo su temi di grande interesse per la popolazione russa.

Tutto questo ha avuto un prezzo.

Quattro tra giornalisti e collaboratori della Novaya Gazeta sono stati assassinati; un altro è morto improvvisamente in circostanze sospette; molti altri sono stati vittime di minacce e aggressioni.

Quello di Anna Politkovskaja è senza dubbio il nome più noto tra quelli degli eroi dell’informazione caduti: instancabile difensora dei diritti umani, dura oppositrice della guerra in Cecenia, infaticabile ricercatrice delle verità nascoste dietro il conflitto, pluripremiata per le sue inchieste dal Caucaso del Nord.

Anna fu uccisa in pieno giorno mentre stava entrando nel palazzo dove abitava, il 7 ottobre 2006. Ironicamente, quella data è anche quella del compleanno di uno dei suoi principali avversari, l’attuale presidente russo Vladimir Putin, il cui ruolo nel conflitto ceceno Anna aveva più volte criticato nei suoi articoli e nei suoi libri.

Nel giugno 2014, dopo anni di procedimenti giudiziari, due agenti di polizia e tre membri di una famiglia cecenacoinvolta nel crimine organizzato, sono stati condannati e imprigionati per il suo omicidio. Ma chi lo ha ordinato continua a girare a piede libero e le indagini non vanno avanti.

Ad Anna e al suo lavoro è dedicato un memoriale di bronzo di fronte all’entrata della redazione della Novaya Gazeta. Quest’opera è rivolta alla strada, al pubblico. Alcuni giorni prima dell’anniversario del suo omicidio, una mano solidale ha deposto un garofano ai piedi del memoriale. Altri fiori verranno deposti in occasione del 7 ottobre, per dire che la sua azione in favore dei diritti umani e il suo coraggio di dire la verità di fronte al potere non saranno mai dimenticati.

Amnesty International continuerà a stare accanto ai familiari di Anna, ai suoi colleghi e a tutte le persone che continuano a lottare perché sia fatta piena giustizia per il suo assassinio.

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