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CHI E’ RAIF BADAWI?

Raif Badawi ha 31 anni, è originario dell’Arabia Saudita ed è sposato con Ensaf Haidar.

Hanno 3 figli: Najma, Trad e Myriam.

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E’ fondatore di “Free Saudi Liberals”, un forum ideato per discutere del ruolo della religione in Arabia Saudita. Già nel 2008 era stato arrestato per apostasia e rilasciato pochi giorni dopo. In quella occasione, il governo gli aveva proibito di lasciare il paese e nel 2009 aveva congelato i suoi conti bancari. Il 17 giugno 2012 è stato nuovamente arrestato, con la stessa accusa, perché nei suoi articoli aveva criticato figure religiose. Il 17 dicembre 2012, il tribunale distrettuale di Gedda aveva rinviato la causa alla Corte di appello di Gedda, raccomandando che Raif Badawi fosse processato per reato di “apostasia”. Il 29 luglio 2013, il tribunale penale di Gedda ha condannato Raif Badawi a sette anni di carcere e 600 frustate per aver violato le norme del diritto informatico e aver insultato le autorità religiose fondando e gestendo il forum online “Free Saudi Liberals”.

Il primo settembre 2014, la Corte d’appello di Gedda ha confermato la condanna di Raif Badawi a 10 anni di prigione, 1000 frustate e una multa di 1.000.000 di rial sauditi (circa 196.000 euro), per aver creato e amministrato il sito Saudi Arabian Liberals e aver insultato l’Islam.  Secondo il provvedimento definitivo, Raif Badawi riceverà non più di 50 frustate per sessione, con una pausa di non meno di una settimana tra le sessioni.

Il 9 gennaio Raif Badawi è stato frustato dopo la preghiera del venerdì di fronte alla moschea di al-Jafali a Gedda. La fustigazione è stata eseguita in pubblico.

Mercoledì 14 e 21 gennaio Raif Badawi è stato portato all’ospedale Re Fahd di Gedda ed è stato accuratamente esaminato da una commissione medica di circa otto medici. Dopo ore di esami, la commissione ha concluso, in entrambi i casi, che non era possibile procedere alla seconda sessione di frustate per motivi di salute. Dalla settimana successiva, Raif Badawi non è stato più chiamato dalla sua cella nè esaminato dal medico del carcere. Non è chiaro il motivo per cui il check-up medico di routine non ha avuto luogo nè il motivo per il quale la fustigazione è stata rinviata.

Amnesty International ha appreso che il caso di Raif Badawi è stato sottoposto da parte della Corte Suprema alla Corte d’appello di Gedda il 3 febbraio 2015. Altre informazioni circa i dettagli di questo trasferimento non sono stati resi disponibili. La Corte Suprema potrebbe confermare la condanna e la pena, o potrebbe chiedere un nuovo processo ribaltando la sentenza e la condanna o presentare osservazioni e raccomandazioni. Le autorità saudite non hanno ancora fatto una dichiarazione ufficiale sul caso, nonostante l’indignazione internazionale. Ma fino a quando la condanna alla fustigazione e alla prigione rimarrà in vigore, Raif Badawi sarà sempre a rischio di fustigazione e sconterà la condanna a 10 anni di carcere.

Raif Badawi è stato inoltre condannato per aver pubblicando post su Twitter e Facebook, e per aver criticato la Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (conosciuta anche come la polizia religiosa) e i funzionari che avevano sostenuto il divieto di includere le donne nel Consiglio della Shura. Contestualmente alla condanna, il giudice ha disposto la chiusura del forum online. Dal 17 giugno 2012, Raif Badawi è detenuto nel carcere di Briman, a Gedda.

La sua famiglia è stata costretta a espatriare in Canada per evitare di essere incarcerati a loro volta.

AGGIORNAMENTI:

Il 7 giugno 2015, la Corte Suprema dell’Arabia Saudita ha confermato le condanne a 10 anni di carcere e a 1000 frustate nei confronti di Raif Badawi, sancendo un nuovo giorno nero per la libertà d’informazione nel paese.

“La decisione di confermare le sentenze è agghiacciante. Avere un blog non è un reato. Raif Badawi è stato condannato solo per aver osato esercitare il suo diritto alla libertà d’espressione” – ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

“Rinunciando ad annullare le sentenze, le autorità dell’Arabia Saudita hanno mostrato un vergognoso disprezzo per la giustizie e per le decine di migliaia di voci che nel mondo si sono levate per chiedere il rilascio incondizionato e immediato di Raif Badawi. Ora che le sentenze sono definitive e non possono essere revocate, le sessioni di frustate rischiano di riprendere già venerdì prossimo e il prigioniero rischia di scontare fino in fondo la pena detentiva” – ha proseguito Luther.

OGGI, VENERDI’ 12 GIUGNO 2015, RAIF POTREBBE SUBIRE NUOVAMENTE ALTRE 50 FRUSTATE.

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OGNI FRUSTATA A RAIF BADAWI E’ UNA FRUSTATA AD OGNUNO DI NOI.

All’indomani della conferma del blogger saudita Raif Badawi a 10 anni di carcere e a 1000 frustate, Amnesty International Italia ha nuovamente convocato una protesta di fronte all’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma (venerdì 12 giugno, Via Giambattista Pergolesi 9).  Sia che siate in Amnesty da 20 anni sia che ci siate da un giorno, oggi saremo tutti attivisti, in prima linea per Raif e per i diritti umani. Le  immagini della mobilitazione saranno in tempo reale su fb, su twitter e verranno inviate subito sia alla moglie di Raif sia ai colleghi del Segretariato Internazionale di Amnesty International di Londra.

 

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