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Insieme contro i matrimoni precoci e forzati

“Se non vai da tuo marito, ti uccido”. Maria (nome di fantasia) aveva solo 13 anni quando il padre ha deciso che doveva diventare la moglie di un uomo di 70 anni, che aveva già cinque mogli.

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Ci sono bambine nel mondo che hanno dovuto rinunciare alla loro infanzia troppo presto. Sono le vittime dei matrimoni precoci che vengono costrette a fare tutto quello che vogliono i mariti. Vengono picchiate e maltrattate se osano rifiutarsi o ribellarsi. Ogni giorno nel mondo 37.000 bambine sono costrette a sposare uomini molto più grandi di loro. I matrimonio precoci coinvolgono 15 milioni di ragazze ogni anno. Il 30% delle ragazze nei paesi a basso reddito si sposa prima dei 18 anni e in un caso su 9 vengono date in sposa prima dei 15 anni. In alcune circostanze, le spose bambine hanno solo otto o nove anni. Il matrimonio precoce colpisce ogni aspetto della vita delle ragazze. Una volta date in sposa, hanno poco o nessun accesso all’istruzione; corrono un rischio maggiore di subire pericolose complicanze, potenzialmente letali, in gravidanza, contrarre l’Hiv, e soggette a violenza domestica e sessuale. Il matrimonio precoce è una violazione dei diritti umani. È illegale secondo il diritto internazionale ed è vietato in molti dei paesi che registrano un alto tasso di matrimoni precoci, ma le leggi esistenti spesso non vengono applicate oppure forniscono eccezioni per ottenere il consenso dei genitori o per le pratiche tradizionali.

Il fenomeno dei matrimoni precoci riguarda i paesi dell’Asia meridionale (il 46% delle ragazze si è sposata prima di aver compiuto 18 anni) ma è ampiamente diffuso anche nell’Africa subsahariana (37%), in America latina e nei Caraibi (29%), in Medio Oriente e in Africa del Nord (17%), in Asia Orientale e nel Pacifico con il 18% (ma il dato non comprende la Cina).

La Sezione Italiana di Amnesty International, nella settimana dedicata alla celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, punta l’attenzione sul governo del Burkina Faso, in cui il matrimonio forzato è un fenomeno estremamente diffuso, soprattutto nelle aree rurali.

Da quasi un anno, Amnesty International chiede al governo del Burkina Faso di far rispettare la legge e proteggere le ragazze e le giovani donne dai matrimoni forzati e precoci. Grazie agli sforzi di tutto il movimento, nel dicembre 2015, il ministero delle politiche e della solidarietà sociale del Burkina Faso ha adottato una strategia nazionale (2016-2025) e un piano d’azione triennale (2016-2018) per prevenire ed eliminare il matrimonio precoce nel paese. Anche se questo è stato un passo avanti positivo, c’è ancora molta strada per realizzare gli obiettivi della campagna. Per questo abbiamo deciso di dedicare l’8 marzo a questa campagna, per far capire al governo del Burkina Faso che non ci fermeremo fino a quando tutte le ragazze e le bambine siano al sicuro dalla pratica ignobile dei matrimoni precoci e forzati.

Per l’occasione, attiviste e attivisti di Amnesty Lazio organizzano diverse iniziative in cui è possibile sostenere la campagna “Mai più spose bambine”, firmare l’appello per il Burkina Faso e partecipare alla azione di solidarietà.

Di seguito, tutti gli appuntamenti:

  • Venerdì 26 febbraio 2016 alle ore 20 cena sociale presso ZENZERO Biorestaurant Via Mar dei Sargassi, 68 Ostia-ROMA https://www.facebook.com/events/1019453881449147/
  • Martedì 1 marzo dalle ore 20.45, prima e dopo lo spettacolo teatrale, attivisti e attiviste di Amnesty International saranno presenti con uno stand informativo presso il Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano, 8) a Roma in occasione della Prima Nazionale di “Safa e la sposa bambina” di e con Isabel Russinova.
  • Domenica 6 marzo dalle ore 18.45 alle ore 20.30 presso le sale della Parrocchia Santo Stefano Primo Martire (via dei Frassini) a Gaeta (LT),  Workshop dal titolo “Femminile & Maschile: armonia degli opposti – Workshop sulle sfide e potenzialità delle relazioni”.   https://www.facebook.com/events/116105015445899/
  • Lunedì 7 marzo dalle ore 20.30 presso il Pizza-Ristorante “Al sedano allegro” (via Rotabile, 60) a Formia (LT), attiviste e attivisti di Amnesty International organizzano la 10° edizione di “Donne in Festa“, una cena di solidarietà con menù “SquizSquaz” (bevande e dessert inclusi) a soli 15,00 euro a persona.                                                                                      https://www.facebook.com/events/1599206870304217/
  • Lunedì 7 marzo, alle ore 21.30 i giovani attivisti di Amnesty International vi aspettano al live music bar Le Mura (via di Porta Labicana,24) a Roma per una serata all’insegna della musica e dei diritti umani.               https://www.facebook.com/events/1512906195682657/  
  • Martedì 8 marzo dalle ore 19.00 presso il Ristorante “Sapore da Mare” (via dei Misenati, 18) a Lido di Ostia (RM), Apericena a soli 8,00 euro, comprensivo di 1 cocktail, antipasti vari, assaggio di primo piatto e pizza.
  • Martedì 8 marzo ore 20.30 il gruppo105 di Amnesty Italia vi invita a Cena all’Enoteca L’Acino che Vola (via Gaetano Rappini, 23C) a Roma con menu fisso completo a 20€, di cui 5€ devoluti ad Amnesty a sostegno della campagna My Body My Rights . https://www.facebook.com/events/547922115375173/
  • Sabato 19 marzo ore 20.00 il gruppo di Ostia organizza una serata sociale e artistica presso il Centro Affabulazione (Piazza M.V.Agrippa, 7) a Ostia Lido con ingresso a sottoscrizione di 8,00 euro. Parte del ricavato sarà devoluto admnesty a sostegno della campagna My Body My Rights.

 

 

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