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Israele, le punizioni collettive non porteranno la giustizia che l’uccisione dei tre ragazzi reclama

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Amnesty International ha dichiarato che l’uccisione dei tre ragazzi israeliani rapiti il 12 giugno reclama giustizia, ma la reazione dell’esercito e le punizioni collettive in corso nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania – palesi violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani – è lungi dall’ottenerla.

Il 30 giugno, i corpi dei tre ragazzi sono stati rinvenuti a nord di Hebron, nella Cisgiordania occupata. Le autorità israeliane hanno subito annunciato rappresaglie nei confronti del gruppo armato palestinese Hamas, accusato di essere l’autore del rapimento.

“Niente può giustificare il rapimento e l’uccisione dei tre ragazzi israeliani, che condanniamo ancora una volta. I responsabili devono essere portati di fronte alla giustizia” – ha dichiarato Philip Luther, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

“Ma la giustizia non verrà ottenuta attraverso l’imposizione, da parte di Israele, di punizioni collettive o altre violazioni dei diritti umani dei palestinesi. Piuttosto, le autorità israeliane dovrebbero condurre un’indagine approfondita e imparziale che porti all’incriminazione dei presunti responsabili e a un processo condotto secondo criteri di equità” – ha sottolineato Luther.

Le abitazioni delle famiglie di Marwan al-Qawasmeh e Amer Abu Aisheh, i due palestinesi di Hebron sospettati del rapimento dei tre ragazzi e al momento irreperibili, sono state demolite e ne sono derivati danni alle altre famiglie che alloggiavano nei due edifici.
Le autorità israeliane non hanno presentato alcuna prova a sostegno delle dichiarazioni secondo cui Hamas e i due palestinesi sarebbero responsabili del sequestro e dell’uccisione dei tre ragazzi.La mattina del 1° luglio, Israele ha lanciato almeno 34 attacchi aerei su Gaza, provocando feriti tra la popolazione palestinese. I gruppi armati palestinesi hanno lanciato almeno 18 razzi contro il sud d’Israele. Non si ha ancora notizia di feriti tra la popolazione israeliana.

In Cisgiordania Yousef Abu Zagha, 20 anni, è stato ucciso da soldati israeliani durante un’incursione nei campo profughi di Jenin, sempre il 1° luglio, a quanto pare dopo che l’uomo aveva lanciato una granata. Il numero dei palestinesi uccisi dall’inizio delle ricerche dei tre ragazzi israeliani è così salito ad almeno sei, tra cui un bambino.

“La logica dell’occhio per occhio, dente per dente, non farà altro che accrescere il rischio di ulteriori violazioni dei diritti umani, abusi e sofferenze per la popolazione israeliana e quella palestinese. Occorre fermarla immediatamente” – ha proseguito Luther.

L’escalation della risposta militare israeliana si affianca alle punizioni collettive in corso nei confronti dei civili palestinesi dei Territori occupati palestinesi e l’invio illegale di coloni nella Cisgiordania occupata.

Almeno 364 palestinesi sono attualmente sottoposti a detenzione amministrativa (il più alto numero degli ultimi anni) e risultano in aumento i posti di blocco e le restrizioni arbitrarie al diritto alla libertà di movimento dei palestinesi.

Nel frattempo, i coloni israeliani hanno attaccato civili palestinesi nelle zone di Hebron e di Betlemme. Una bambina di nove anni sarebbe rimasta ferita dopo che un colono l’ha investita con la sua automobile. Dopo la scoperta dei corpi dei tre ragazzi israeliani, i coloni hanno istituito nuovi avamposti nella Cisgiordania occupata.

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