Amnesty International Lazio

La Gazzetta

Sud Pontino: luogo di contrasti

Sud Pontino: luogo di contrasti e mescolanze dove terra e mare si abbracciano.

Il punto di vista di Elena Parrillo

Predomina una natura generosa e martoriata dalla brama di chi conosce solo il verbo del comando. Una natura che risponde agli sputi del potere con la gentilezza: continuando ad offrire i suoi frutti. A prendersene cura restano solo dei miti fantasmi considerati alla stregua di robot da gettare una volta scaricate le batterie. Solo fatica niente anima. Così vive la maggiore parte della comunità indiana ( punjabi ) presente nel territorio pontino. Anno 2016 e si parla ancora di caporalato, di padrone e di schiavo. Notizia di pochi giorni fa è il suicidio di Singh, 24 anni, sikh morto appeso ad una corda perché esausto, umiliato. L’assurda e ingiustificabile lotta tra il dominato e il dominatore come se un uomo potesse scegliere arbitrariamente di riversare su un altro uomo odio e potere solo per i propri interessi economici. Ma la violenza, perché è di violenza che stiamo parlando, fisica e mentale, non si batte con la violenza generando un circuito di stolta ed improduttiva avversione. Creare vittime da compiatire nei fastidiosissimi talk show televisivi: i buoni da un lato e i cattivi dall’altro. Non esistono bisognosi a vita ma esistono le Persone con le proprie attitudini e capacità ed è questo ciò che va tirato fuori: la bellezza. La bellezza ha diritto di essere rivendicata. Per questo lunedì 18 aprile in piazza a Latina tremila braccianti indiani protesteranno utilizzando il più nobile degli strumenti pacifici: lo sciopero. Scioperano perché il lavoro è dignità e responsabilizzazione e in quanto tale deve essere un mezzo di soddisfazione personale, un momento della propria vita e non predominare su di essa. Non ci sarà nessun cambiamento fin quando non si capirà che la lotta non è tra lo straniero “invasore” e l’italiano ma tra oppressi e oppressori, sfruttati e sfruttatori.
Nessuno di noi è proprietario di un luogo, di una terra per il semplice fatto di esserci nato ma siamo tutti ospiti e in quanto tali dovremmo imparare il rispetto. Invece ci si comporta come degli avidi possessori dove l’unica cosa che conta è il tornaconto personale rimanendo umanamente poveri e vuoti lasciando generazioni alla deriva.
Lo stesso comportamento che poi, si rispecchia nella maggior parte delle relazioni dove si è capaci solo di possedere e non di amare. Pretendere dignità resistere allo sdegno.

sik                                            Migrante indiano lavora in una serra [Foto di Valerio Rinaldi]

Amnesty International da anni si occupa del tema attraverso la pubblicazioni di rapporti e la stretta vicinanza ai lavoratori chiedendo maggiore rilevanza ad un argomento che sembra sempre restare in ombra chiedendo che l’Italia riveda le politiche che contribuiscono allo sfruttamento dei lavoratori migranti e che violano il diritto a condizioni di lavoro giuste e favorevoli e all’accesso della giustizia.

Ulteriori informazioni: http://www.amnesty.it/italia-rapporto-sullo-sfruttamento-dei-lavoratori-migranti-in-agricoltura

 

 

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One thought on “Sud Pontino: luogo di contrasti

  1. Simona

    Fate un’ottimo lavoro e fate bene far girare queste notizie per troppo tempo nell’ombra. Non cadete nell’errore però di mettere il cappello sulle cose, in quei territori con i sikh ci lavorano altri

    Reply

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